martedì 9 febbraio 2016

Continueranno (giustamente) a dare addosso a questi untori politici

Non sono solito commentare il parere dei segretari di partito dei circoli locali, spesso sono eterodiretti e comunque raramente si occupano di esprimere un pensiero politico in linea con un minimo tratto ideologico nazionale.
Stamattina, tuttavia, leggevo sulla stampa locale che il segretario del PD barlettano si scagliava contro chi (su social network o stampa) si era permesso di criticare la scelta fatta dal Sindaco di nominare (in quota PD) l'arch. Dimatteo nella sua nuova Giunta; definendo, chi facesse valutazioni negative su tale scelta, nel migliore dei casi come un "personaggio in cerca d'autore" (stile ovviamente copiato dal campano Presidente De Luca), nel peggiore come inutili "cacciatori di streghe" accostandoli al manzoniano "dagli all'untore!".
Essi, secondo il segretario, sono rei di giudicare male il nuovo Assessore in maniera del tutto pregiudiziale, non facendola neanche iniziare il proprio lavoro, il tutto sulla scorta di un dato (vero ma secondo lui trascurabile) secondo cui tale Assessore avrebbe una parentela con alcuni degli attuali manager della cementeria Buzzi di Barletta da poco oggetto di indagine della magistratura tranese per disastro ambientale.
Invocato il garantismo di rito, il fulgido segretario si è persino permesso il lusso di ironizzare sul fatto che, secondo lui i suddetti untori avrebbero inteso denigrare la nuova Giunta (ed anche la vecchia) sostenendo l'assunto secondo cui a palazzo di città ci sarebbe una Giunta che si riunisce mettendosi d'accordo per "devastare la città", una sorta di "associazione a delinquere" aggiungo io.
Ebbene, pur comprendendo il ruolo del segretario, che come dicevo prima ha il dovere di difendere le proprie scelte (anche quelle che non sono proprie ma dei suoi danti causa), ricordo a me stesso di un altro intervento del medesimo esponente politico di qualche mese fa riguardante lo stato indecoroso del fiume Ofanto.
Allorquando ci venne a raccontare dell'Ofanto come "fogna delle fogne", di quali responsabilità politiche provinciali alcuni Assessori si erano macchiati e del fatto che, avendo riferito la cosa "all'attivissimo consigliere Caracciolo" nel suo ruolo di presidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia, il degrado fluviale si sarebbe risolto nel migliore dei modi.
Come è ovvio, i problemi ambientali del fiume Ofanto sono tutti lì sotto gli occhi del segretario nonostante la segnalezione regionale.
Venendo all'oggi, stride vedere la doppiezza di chi un tempo faceva egli stesso "l'untore", forse avendo lo stesso obiettivo di chi oggi è da lui oggetto di critica, ed ora ripaga con la stessa moneta chi esprime alcuni giudizi politici negativi basati su mere ragioni di opportunità dato che nel merito delle cose non è ancora possibile esprimere alcunchè, sia sulla nuova Giunta che sull'Assessore Dimatteo.
Sarebbe utile ricordare a chi ricopre ogni incarico politico che prima del garantismo tout court dovrebbe esserci un buon senso politico a guidare le scelte relative a nomine così importanti per la Città.
Già, perchè se solo si ipotizzasse per un attimo il caso in cui il management della Buzzi fosse ritenuto responsabile definitivamente del palese disastro ambientale della Città, con quali parole il segretario difenderebbe la scelta di una partente dei (oggi presunti) responsabili da lui segnalata al Sindaco per comporre la Giunta? Come potrebbe tornare agevolmente a parlare di ambiente ed a raccontarci degli scempi locali quando al tempo in cui ha potuto non ha fatto molto per evitarli?
Queste ovviamente sono ipoteri negative, dal segretario sarei annoverato tra le "cassandre", ma sono ipotesi che un segretario dovrebbe quanto meno considerare a meno che non sappia della infondatezza assoluta della indagine tranese, o magari non lo abbia saputo direttamente da quei PM che hanno indagato e lo stanno ancora facendo.
Una tale cautela sarebbe opportuna anche da parte del Sindaco che, per gli stessi motivi di cui sopra, è ancor puù responsabile del segretario di circolo.
Per parte mia mi limito a ribadire il generale principio secondo cui il silenzio, in particolare in politica, resta d'oro, soprattutto quando si deve in tutti i modi possibili difendere una scelta che legalmente non è la propria ma del Sindaco.

Ad maiora cives.

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