Non si può rimanere indifferenti rispetto a quello che è successo nelle ultime ore alla classe politica della città.
Sequestro di un importante cantiere per reati ambientali, sequestro di un'opera pubblica di alto valore civico per gli stessi motivi ed indagini sulla Giunta ed il Sindaco per l'odioso reato di abuso d'ufficio relativamente agli affidamenti per la realizzazione della Disfida 2015, impongono qualche riflessione seria da parte dei protagonisti ella vita pubblica locale piuttosto che qualche istintiva reazione scritta di getto sui social.
Personalmente premetto di non essere affatto garantista per quanto riguarda le cose della politica e le responsabilità che essa fa discendere sui suoi protagonisti pro-tempore; tuttavia, sono assolutamente convinto che a livello personale, umano, morale e persino etico il garantismo sia un dovere delle società civili almeno dalla fine del medioevo.
Politicamente, dunque, il mio giudizio appare netto rispetto alle cose accadute in questi giorni in città: se non si ha paura della gente e della loro opinione politica, se non si teme per il proprio corretto operato, si torni al voto subito, non si lasci la città in mano al fango, al sospetto, alla polemica permanente che blocca ed offende ogni giusto spirito politico.
Si liberi, con nuove elezioni, ogni ostacolo politico che con le scorse elezioni, forse, si è sottovalutato o persino ignorato, si lasci spazio alla democrazia popolare di Barletta; lo si faccia prima che sia troppo tardi e che il proprio onore ne resti intaccato.
Le responsabilità politiche a mio avviso sussistono tutte anche volendo entrare nel merito di quello che è accaduto.
Infatti, se si considera il fatto che questa Amministrazione ogni volta che ne ha la possibilità rivendica come propri meriti il compimento di opere, progetti e programmi pubblici bloccati da decenni deve anche sostenersi ,conseguentemente, che di suo non ha posto nè le basi nè ha realizzato una adeguata programmazione politica.
Se, dunque, essa va assolta rispetto alle penali responsabilità discendenti da quei progetti e programmi nati e mai conclusi dalle precedenti Amministrazioni (con tutto il loro carico di eventuale illecito che la magistratura vorrà accertare), appare conseguente e logico sostenere che di proprio e di assolutamente distintivo questa Amministrazione non ha nulla.
Pertanto, politicamente, ci si trova davvero in un "cul de sac" che, ribadisco, soltanto nuove elezioni potranno risolvere.
Mi limito a queste considerazioni per ora sperando che l'ego ipertrofico di alcuni protagonisti della vita pubblica locale non superi il limite di guardia di non ammettere neanche l'ovvio.

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