Condividendo quanto detto da Diego Fusaro circa il "completamento della lobotimozzazione di massa", relativamente alla massiccia presenza e supporto di una certa sinistra alle manifestazioni per l'approvazione della legge sulle c.d. unioni civili, mi è parso peculiare un'altro elemento utile alla discussione in tema di "quale sinistra" e con "quali valori" affrontare le sfide politiche che l'oggi ci presenta.
Si tratta dei c.d "fatti del '56" avvenuti nel marzo di quell'anno a Barletta: braccianti ed altra povera gente (oltre a qualche sindacalista cgil), dopo un lungo inverno molto rigido chiedevano viveri dinanzi al deposito della P.O.A. (Piontificia Opera di Assistenza) che spesso in maniera poco pia distribuiva disegualmente il cibo ai poveri della città; spinti dalla fame i cittadini forzarono il deposito ed alcuni di loro furono uccisi dalle forze dell'ordine.
Questi i fatti, oggi a fatica ricordati da una cerimonia, piccola (ma così on dovrebbe essere), troppo spesso locale (benchè all'epoca dei fatti la cosa arrivò in parlamento), troppe volte dimenticata da chi non dovrebbe mai dimenticare.
Erano presenti in pochissimi, i soliti noti (Sindaco, ex Sindaco, aspirante Sindaco, Assessori vari, capataz CGIL), di cittadini neppure l'ombra, infatti vista la mia presenza ho ritenuto di lasciare il luogo delle commemorazioni quasi subito.
Ritengo questa assenza e la contesuale partecipazione di massa delle iniziative relative alla legge sulle unioni civili lo specchio di quanto confuse siano le idee e distrutti i valori unificanti della c.d. sinistra italiana.
A molti politici di sinsitra, anche di rilievo europeo, andrebbe rifatta un pò di scuola politica; una scuola che non insegni soltanto la tattica, la conservazione del potere, il sotterfugio giusto per poter prevalere sull'avversario; una scuola che invece si occupi daccapo di insegnare a tutti da che parte si sta, quali valori sono prioritari, quali obiettivi, ecc.
Una formazione che non può prescindere da un insegnamento filosofico su cosa siano di diritti individuali e quelli collettivi, i diritti di libertà e quelli di solidarietà; insomma un reset di tutto il vociare a sinistra che di solito è accompagnato da sapienti pubblicitari che nulla conoscono di flosofia e di politica.
Almeno iniziando da questo, forse, qualcuno potrebbe sentire più vicino a se stesso il giorno del ricordo dei fatti del '56 e non tollerabile che in una Giunta comunale di una città di centrosinistra siedano soggetti espressamente fascisti impenitenti.

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