L'ultima volta che ho sentito il dovere di scrivere qualcosa per notiziare i cittadini su quello che stava accadendo all'ASP, era imminente l'inizio dei lavori di adeguamento, ristrutturazione ed ampliamento della struttura pubblica adibita a Casa di Riposo.
L'agognato obiettivo, perseguito dal lontano 2011 e rallentato dalle varie Amministrazioni succedutesi dall'epoca, si sta realizzando e a ben guardare non tanto lentamente grazie anche alla volontà dell'impresa aggiudicataria (la Garibaldi di Bari), che ha compreso le difficoltà dell'Ente e sta lavorando a tambur battente per consegnare l'opera anche prima del previsto.
Ai più pochissime volte nella vita può capitare l'occasione di essere protagonisti della realizzazione di un'opera pubblica di così alto valore sociale da consegnare alla Città senza aver avuto nulla in cambio; è un'emozione per me straordinaria poter dire ai miei figli un domani che quell'immobile pubblico lo ha voluto e portato a termine anche il loro padre.
Oggi scrivo per denunziare per l'ultima volta l'inefficienza della macchina pubblica comunale, a mio avviso guidata da una longa manus politica che investe in toto anche l'Amministrazione; inefficienza che, unitamente ad atavici fattori negativi propri dell'ASP, lentamente sta portando al fallimento/liquidazione cotatta dell'Ente per un sempre più grave deficit di cassa.
Sarebbe giusto premettere brevemente che dal mio insediamento (Luglio 2012) ho sempre dichiarato, una volta constatata la situazione contabile ed amministrativa dell'Ente, che l'urgenza politica più grande a Barletta era proprio quella relativa all'ASP.
Urgenza che significava salvare posti di lavoro (oggi per la quasi totalità perduti), salvare la mission sociale dell'Ente pubblico avverso l'onda crescente delle esternalizzazioni di servizi ai privati (i soliti del privato sociale), salvare anche le scelte amminsitrative e di uomini che il Consiglio Comunale del 2012 (molto simile all'attuale) ha fatto a dir poco in pompa magna se sol si leggesse il verbale di consiglio allegato alla delibera n. 32 del 7/6/2012 con la quale nominava me ed alti componenti del C.d.A.
Ebbene, da un punto di vista politico nulla è stato fatto per rinvigorire le casse dell'ente ASP da parte del Comune di Barletta, nè una concessione di servizi ulteriori quando vi era la possibilità, nè una operazione di garanzia tra Enti pubblici ai fini di prestiti erogabili dalla C.d.P., nè la semplice attestazione di agibilità dell'immobile di proprietà comunale dove l'ASP svolge il servizio e che sta provvedendo lei stessa ad ammodernare e consegnare alla Città.
Nulla, se non la disponibilità politica ad aiutare l'Ente ai fini dell'ottenimento del finanziamento regionale atto alla ristrutturazione ed ampliamento dell'immobile; aiuto che vi è stato sempre a seguito di vigorosi solleciti all'Assessore al ramo ed allo stesso Sindaco rappresentanti l'urgenza di un loro intervento.
Come dicevo la cassa e la generale situazione finanziaria dell'ASP sono in una situazione disastrosa nonostante vi sia il paradosso di un cospicuo credito vesto l'ente Comune di Barletta che lo stesso non si è mai preoccupato di saldare nè riconoscere, in violazione sia degli obblighi di legge sul c.d. "domicilio di soccorso", sia di quanto stabilito da questo Consiglio Comunale in sede di ratifica della delibera di Giunta relativa alla donazione modale che il Comune ha fatto in favore dell'ASP, laddove si dava mandato al dirigente di settore di compiere gli atti necessari al perfezionamento della donazione e di saldare le pendenze pregresse con l'ASP.
Per amore di verità va detto che la donazione in questione non è a mio avviso un atto da leggersi come volontà di aiuto, ma semplicemente, dopo aver ricevuto l'ASP dalla Regione Puglia l'avvio del procedimento di estinzione (attualmente solo sospeso) per mancanza di patrimonio e dopo aver chiesto al Sindaco ed al dirigente di settore Nigro un incontro per valutare la situazione e supportare patrimonialmente l'ASP, fu il solo ex Segretario generale Porcelli a risolvere giuridicamente la situazione suggerendo la soluzione della donazione modale in favore dell'ASP, il tutto nella netta contrarietà pavidamente inespressa, ma lapalissiana sul volto, del Vicesindaco di Barletta e di altri protagonisti seduti a quel tavolo.
Questi due temi, il mancato perfezionamento della donazione a 6 mesi dal deliberato di Consiglio Comunale ed il mancato pagamento del crdito ASP nonostante la formale messa in mora del nostro legale al Comune di Barletta, mi fanno porre un aut aut personale e politico al Sindaco della Città.
Qualora entro 30 giorni non saranno adempiute tali incombenze rassegnerò le mie dimissioni (credo anche di non essere l'unico) dal CdA dell'ASP per la impossibilità di poter far funzionare regolarmente l'Ente pubblico; impossibilità al funzionamento i cui responsabili principali sono tutti politici, passati ed attuali.
Quelli passati per aver scelto (consapevolmente) la strada sbagliata allorquando si è deciso di trasformare l'ex IPAB in ASP; quelli attuali per aver definitivamente affossato l'Ente e portato ad una sicura liquidazione coatta (una svendita del poco che c'è) a fronte di una lavoro svolto dal CdA non facile.
Si sappia che, in caso di liquidazione coatta, la massa debitoria dell'ASP non potrà che passare a mio avviso in capo all'ente territorialmente sovraordinato che è il Comune di Barletta, dunque, la classe politica sarà responsabile di due danni, quello relativo allo scioglimento dell'ASP (nata nel lontano 1885 e morta con questa Amministrazione) e quello del carico debitorio gravante sulle casse comunali che pagheranno i cittadini tutti.
Il mio lavoro, unitamente alla maggior parte dei componenti dell'C.d.A., è stato subito quello di far emergere e realizzare per la prima volta nella storia dell'Ente bilanci rigorosi, chiari e trasparenti, short list per la selezione delle consulenze ed affidamenti professionali, la presenza (fin quando si è potuto) di un D.G., la soluzione dei vecchi contratti co.co.pro. con il personale e l'avvio della loro stabilizzazione con una Coop.Soc. affidataria del servizio, da ultimo ma non per ultimo l'ottenimento e l'avvio dei lavori necessari per il futuro dell'Ente pubblico.
Io, quasi sicuramente, andrò via con questi risultati, è giusto che la cittadinanza lo sappia e lo sappiano anche quei Consiglieri Comunali attuali che, vergognosamente, hanno fatto finta di non conoscere i membri del C.d.A. evitando pubblicamente di ringraziarli per il lavoro svolto fin qui a costo 0! Ribadisco a costo 0!
Come ho già detto, l'opera pubblica è lì, i miei figli come i cittadini tutti potranno vederla compiuta al di là delle chiacchiere gossippare di politici, amministratori, e quacquaracquà locali.
Ad maiora.
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