Dunque abbiamo una maggioranza!
Non par vero sol stando alle dichiarazioni al vetriolo lanciate dai Consiglieri al Sindaco qualche giorno fa, precisamente in occasione della bocciatura di una mozione proposta dal Primo Cittadino riguardante la regolarità di alcuni atti preliminari al PUG che la Giunta aveva prodotto.
Si è aperta una crisi che in gergo è detta "al buio" e si è scelto il bilancio di previsione 2015 per apparire riappacificati; secondo il Sindaco "anche per fare un bilancio politico dell'Amministrazione" su cui ha chiesto la fiducia incondizionata ai consiglieri comunali, i quali, per non suicidarsi (specie in periodi delicati elettoralmente), hanno acconsentito a tutto, votando compattamente, per la prima volta, ogni cosa venisse loro sottoposta.
Ha vinto il Sindaco; ha vinto perchè ha constretto i partiti, che continuano a non condividere nulla del suo modus operandi, ad accettare le sue condizioni e, non avendo davvero nulla da perdere, a pretendere da loro un passo che non poteva essere altro che la resa dopi aver continuamente remato contro dall'inizio del mandato sindacale.
Essi si sono consegnati a Cascella accettando ogni suo metodo pur di non tornare al voto, dovendo così giustificare ai cittadini la reiterata richiesta di un voto per sè stessi sempre più difficile da realizzare.
Il bilancio previsionale come bilancio politico duqnue; bene, peccato che di politico non vi è stato un bel nulla, nessun tipo di variazione o emendamento operato con un fine ideologico di una maggioranza che si dice di centrosinistra, nessun "ritocco" strategico a cifre che nulla dicono di una amministrazione che continua ad annegare nelle volontà dei dirigenti-burocrati piuttosto che dettare la linea politica di discontinuità con il passato che tanto è stata sbandierata.
Un solo vincitore (di Pirro), il Sindaco Cascella, al quale va comuqnue dato atto del fatto che è riuscito a spostare di qualche mese tutte le ragioni profonde della crisi politica che investe la città, i cui fautori sono arcinoti anche alle pietre di scarto dei palazzi della 167 i quali, con l'ultimo voto a favore, non hanno affato deposto l'ascia di guerra.
Nessun aiuto è venuto dai cittadini, come invece invocato dal Sindaco e del suo movimento in un evento pubblico in cui venivano spiegate le ragioni delle dimissioni; dopo quell'atto non c'è stato alcun ulteriore confronto nè, peraltro, alcuna presa di posizione pubblica "pro Cascella" di associazioni, movimenti o altre realtà civiche che hanno potuto intravedere nelle politiche messe in campo fin'ora una reale svolta.
Altro che bilancio partecipato, si è costretta la politica locale ad un atto di fede su un provvedimento che è vitale per la cittadinanza senza che la cittadinanza abbia potuto dire la sua in merito.
Ovviamente i pochi consiglieri comunali che, in occasione dell'approvazione degli scorsi bilanci di previsione, hanno stigmatizzato questo modo di procedere dellAmministrazione, tardivo e non inclusivo, si sono guardati bene di denunziarlo anche stavolta; in questa occasione c'era la loro testa in gioco, la cittadinanza ed il principio della partecipazione potevano aspettare.
Un sentimento ha animato i cittadini barlettani quando hanno scleto Cascella, la speranza di non rivedere lo stesso film degli ultimi anni ma, ahimè, dal momento in cui gli attori sono inevitabilmente selezionati e scelti alla stessa maniera, il compito della discontinuità affidato al solo Sindaco appare una vera utopia.
Alla prossima crisi, nella speranza che qualcosa cambi davvero.

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