mercoledì 10 dicembre 2014

Per l'ASP solo una collettiva indifferenza nell'imminente chiusura



"… anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti …".
Il verso del grande Faber vale per tutti, consiglieri comunali di oggi e del passato, amministratori, presidenti, politici, collaboratori e dipendenti, cittadini.
Tutti, nel loro piccolo, se ne sono fregati della Casa di riposo di Barletta, almeno fino ad oggi, visto che concretamente essa richia di chiudere dopo oltre 100 anni di storia/e di carità umana.
"… dove non si ascolta il lamento degli ultimi non c’è civiltà …" così recita una insegna marmorea all’interno della struttura che faticosamente amministro da un biennio, e forse il contenuto politico di tale antica affermazione supera di molto le capacità politiche dell’attuale Assessore al ramo della giuta comunale.
Al di la di questa personalissima opinione politica sullo stato del settore servizi sociali a Barletta, non posso che dare atto al Sindaco Cascella di una disponibilità ed apertura verso i bisogni di quella struttura.
Un’apertura che forse non basterà perchè non supportata nè, appunto, dalla giunta con l’assessore di riferimento (spesso palesemente contro ogni atto compiuto dall’amministrazione dell’ASP), nè purtroppo, dalla maggior parte del consiglio comunale.
Si chiuderà, forse, per carenza patrimonale, al di là di ogni tentativo maldestro di ripristino di un qualche patrimonio che i tecnici del comune stanno operando in queste ore (loro sì come veri Assessori), in realtà si sta soltanto spostando il problema, come del resto troppo spesso siamo abituati a fare in questo paese.
Le carenze patrimoniali non possono essere colmate con dei terreni/suoli-tappabuchi, dovrebbero essere stabili e forti a valle di scelte politiche collettive, concertate e concretizzate in un maggior impegno di dismissione immobiliare comunale in favore di altro ente pubblico a sevizio del Comune.
Se così non fosse, come di fatti non è, il problema della mancanza di patrimonio sarebbe soltanto rimandato nel tempo ed investirà sicuramente il prossimo CDA che amministrerà l’ASP ove mai essa dovesse continuare a sopravvivere.
Si chiude per questo, ma potrebbe anchechiudersi la struttura per un indebitamento strutturale non gravissimo ma persistente da almeno un quinquennio.
Come si vede vi sono svariati motivi perchè degli ultimi della città si continui ad infischiarsene, nonostante gli sforzi di qualcuno (pochi) che ritengono quella struttura fondamentale per la socialità di un intero quartiere sempre più lasciato solo e degradato.
Vedremo nelle prossime ore come si concluderà questa, ad ogni modo incresciosa, vicenda che ad ogni buon conto non lascia sulla sua scia alcun innocente ma solo una collettiva colpevole indifferenza.

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