mercoledì 3 dicembre 2014

Ha vinto lo sceriffo della "ditta"

 
 ”… l’unica cosa presente in ogni città d’Italia, oltre alle farmacie ed alle scuole, è il PD …”.
Così michele Emiliano ha spiegato la sua vittoria alle primarie pugliesi dopo aver incassato la vittoria; il segretario regionale del PD la spiega come la vittoria della “ditta” intesa alla Bersani maniera: rapporti con i militanti, presenza sul territori, risposte ai bisogni dei cittadini, tornare ad essere corpo intermedio insomma.
Tale modello, unico in Italia, sembra però essere costantemente sotto attacco da più fronti.
Il fronte che chiameremo “di destra” del marketing, incarnato dall’attuale segretario/Presidente Renzi, propugnatore dell’idea fissa dell’autosufficienza della comunicazione politica, delle conventiion leopoldianee del web-twit permanente.
Vi è poi il fronte che possiamo definire di sinistra “dura e pura”, incarnato da Vendola e qualche ex compgnuccio della parrocchietta, avvitato sempre più su sè stesso senza trovare altro miglior elemento politico che quello di riproporre, in salsa Proforma, i medesimi spunti per provare a riprendere consenso scopiazzando il modello vincente della destra del marketing (vedi il nuovo contenitore Human Factor).
Se il quadro è questo, le parole di Emiliano stupiscono comunque le si legga, infatti, se solo si avessa un minimo di memoria, era lui stesso che soltanto qualche mese fa saltava sul carro (strapieno) del vincitore del congresso nazionale sull’onda della demolizione di ogni “ditta” e la rottamazione di ogni ex.
L’aria è evidentemente cambiata in pochissimo tempo, oramai in politica le cose cambiano più velocemente di quanto non accada nell’elettronica.
Emiliano si è riscoperto un ex Sindaco, dunque la scure della trombatura politica renziana è arrivata anche a colpire lui (0 Ministeri, 0 Sottosegretari, 0 Europarlamento).
Prontamente l’ex sceriffo di Bari, imparando da Renzi, ha cambiato verso e si è circondato di altri ex della “ditta”, stavolta però gli ex erano di quelli che portano tanti voti quanto pesano.
Si è pure circondato di qualche post, nel senso che dovrà ancora arrivare a ricongiungersi al brodo primordiale del centrsinistra, così da garantirsi la migliore vittoria possibile e tornare a raccontare a noi ed a Renzi che lo ha scaricato l’importanza della “ditta” e l’impegnodei militanti.
Le primaria, dunque, restano oggi un completo non sense, non sono nella nostra cultura politica e servono solo a far contare meglio le pecore ai capibastone le qualei non è ancora riusciti a convincere, nè mai lo si potrà fare, con la forza delle idee da perseguire nell’arco del proprio operato politico.
Anche per questo modus operandi ritengo che le primarie andrebbero abolite e tenute bel nontano dalla classe politica e dalla società italiana.
Intanto faccio un grande in bocca al lupo a Michele Emiliano affinchè si impegni sempre più nella coltivazione politica della “ditta” di sinistra che vorra scegliersi.

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