"…un rivoluzionario non si dimette mai…", credo che debba essere anche questo il senso di una protesta che, dopo molti anni di assenza in città, pouò ben dirsi di popolo.
Potrtesta nata perchè si è lasciati i cittadini sempre soggetti passivi dinanzi alle scelte fatte (fin’ora tutte esecrabili) o nata perchè si ritiene che la zona 167 dove si vive sia utilizzata sempre e soltanto per finalità edilizie e/o uribanistiche.
Questo il motivo di chi ha avuto ragione di protestare e proporre lo spostamento di quello che più che un ecocentro sembrava un ecoschiaffo al quartiere.
Nonostante qualche candidato al consiglio regionale, con la nuova progettazione, ritenga si sia sconfitto qualche “boss di quartiere”, ritengo serva più che mai continuare la protesta ed aumentare il livello di scontro eventualmente legandola ad altre battaglie civiche e sociali iniziate da anni.
Serve continuare anche dopo lo stravolgimento progettuale che ha tenuto conto di tutti i punti di criticità segnalati dai cittadini (guarda un pò!).
Continuare per chiarire a tutti, anche a chi sconfigge i “boss”, che il quaeritereè stanto ed esausto di speculazioni urbanistiche.
Rivendicare a gran voce il diritto alla civiltà in quanto cittadini come altri di altri quartieri meglio serviti.
Parchi, manutenzioni regolari, fognatura (bianca e nera, servizi pubblici anche di trasportoe raccolta puntuale dei rifiuti; solo questo rivendicano quei cittadini, una quotidianità che giustifica quanto meno il pagamento delle tasse locali più che il sogno di una vita dignitosa con un lavoro decente.
Serve andare avanti nella protesta, specie se si tiene in debito conto il fatto che soltanto qualche giorno fa, gli stessi che hanno speculato per tutti questi anni nell’intera area 167, hanno tentato di affossare l’Amministrazione sulle questioni sociali dell’approvazione dei regolamenti civici (ius soli, coppie di fatto, ist. di partecip.).
Mantenere tesa e forte l’attenzione su come verranno redatti i regolamenti per il conferimento dei rifiuti e la loro tipologia da destinare al CCR, questo è necessario fare.
Già sanno i cittadini che si vedranno destinatari di ogni epiteto e di molte calunnie, come quello che qualche segretario politico vile o quale pennivendolo della notizia hanno rivolto loro tacciandoli di essere demagogici agitatori.
Io sono con quella protesta, e ben venga che qualcuno agiti le acque del popolo silente e bue fino all’altro ieri!
Le proteste sono contagiose, spero anche nella città della disfida particolarmente sopita dalla borghesiuccia che la domina fino nell’anima.
Non credo che Settefrati o Patalini vivano condizioni molto diverse rispetto alla 167, mancano parchi, servizi, trasporti, pulizia…spesso il quotidiano insomma.
Le periferie cittadine sono molte dunque, spero che quel senso di giustizia della protesta possa crescere sempre di puù fino ad arrivare “al di là della ferrovia”.
Nulla viene dal cielo o regalato, bisogna predensi quello che è giusto prendersi, in nome di una eguaglianza di diritti alla base di ogni vivere sociale.
Ad maiora.
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