I nomi in questo mommento non contano.
Non conta il riferimento culturale con cui essi sono stati scelti perchè, come dice Papa Francesco, la comunicazione è il male della politica.
Se non si ha una idea comune di base (sperare in una ideologia sarebbe troppo al giorno d’oggi) mista ad un minimo di onestà d’animo ed intellettuale, ogni nome, ogni simbolo, ogni progetto associativo o parititco si scontrerà nel tempo con una ulteriore scissione.
Provo io a dirla così, semplificando: si può dire che se un partito politico non cura i territori facendo crescere la nuove classi dirigenti e se per nascere in fretta accetta l’idea di “ingrassare le fila” con ingressi meramente elettorali totalmente sconsiderati, bhè questo è il presupposto per la fine.
Nessuno cresce in fretta, nè un bambino, nè una pianta, nè una idea, nè un’area politica nè un Partito.
Presto o tardi, se si continua in questa pratica inutile infarcita di comunicazione e marketing politico per vendersi come un prodotto nel supermarket elettorale, non si potrà produrre altro che delusione tra compagni (specie quelli di sx) ed allontanamenti che, in un periodo di crisi economica fortissima, non faranno altro che mettere in crisi anche la morale di ognuno fino ad arrivare ad accettare quello che da sempre non si è accettato, la svendità di sè e delle proprie idee per una promessa di lavoro fatta dal poilito che fino all’altro ieri si era combattuto.
Questo è quello che ho sempre pensato ed ho riferito ai dirigenti nazionali e regionali di SeL prima di dimettermi da segretario cittadino; con non poco coraggio (in certe realtà ce ne vuole parecchio) mi sono iscritto al PD cercando di allargare il campo della mia personale sfida politica da sempre ancorata a sinistra, ed oggi, ad oltre un anno da quella scelta, mi sento di aver avuto ragione se anche altri compagni (parlamentari) hanno ritenuto che l’autoreferenzialità e la mancanza di collegialità nelle scelte (con la inevitabile ricaduta nei territori) fossero elementi fondamentali tanto da non poter essere tralasciati ed hanno deciso di fondare una associazione politica tesa all’unificazione delle sinistre sotto un progetto unico e più ampio.
Una buona notizia per la politica, per chi la vuol fare onestamente, e per la sinsitra italiana tutta.
Spero che questa associazione “LeD - socialisti europei” attecchisca anche nel nostro territorio con solide, pulite e forti radici perchè la sua utilità specie a Barletta è palese.
La sinistra cittadina infatti si è riunita un un unico contenitore totalmente inutile se non dal punto di vista elettorale: nessuna formazione politica al suo interno, poco dibattito, e molta acredine sono le pecluiarità viste fin ora nella compagine di sinsitra presente in consiglio comunale a Barletta.
Una associazione che rigeneri un pò l’aria è auspicabile, così come succederebbe a livello nazionale, anche qui, anche in vista delle imminenti elezioni regionali, si innescherebbe un potenziale politico migliore, tale da riuscire certamente a provocare il dibattito sui temi caldi della città e del Paese intero.
Il mio augurio ai 10 deputati fuoriusciti da SEL è forte tanto quanto il loro coraggio, auspico di rivederli presto a Barletta per contribuire ad attivare LeD con il sicuro aiuto dei tanti compagni ed amici che in città vogliono allargare il campo della propria sfida politica.
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