
Non è la prima volta che la Russia combatte per ottenere il controllo della Crimea; come tutti sanno è dagli anni ‘50, allora forse per motivi religiosi, che gli ex sovietici provano a conquistare quel territorio affacciato sul Mar Nero.
Oggi si combatte per questioni diverse, forse il mantenimento della democrazia venuta vuori dalle urne; certamente non può però leggersi la questione soltanto come stanno facendo i media occidentali tutti all’unisono grondanti di democrazia pura da ogni poro ed urlanti al “fermiamo lo Zar Putin!”.
Non può essere così semplice semplicemente perchè le cose vanno lette in uno scenario mondiale e con un minimo di memoria, specie se si tratta di questioni riguardanti l’ex URSS e gli USA.
All’inizio del nuovo millennio l’ex kominusta Putin (intimo amico del nostro mr. B è bene ricordarlo) viene eletto Presidente con il chiaro intento di riportare la Russia tra i grandi della terra, sia economicamente che, sopratutto, militarmente.
Mentre scemavano le questioni relative alla fine della guerra (umanitaria?) nella ex Jugoslavia si verifica un fatto mai accaduto prima dal punto di vista militare.
Il miglior sottomarino da guerra della flotta russa affonda nel mar di barents inspiegabilmente; nessuno saprà mai la verità sull’accaduto, si sa soltanto che in quelle acque in quel momento vi erano esercitazioni militari cinesi ed americane, il resto è storia e sono le anime di quei giovani russi morti non si sa bene per cosa.
Inizia così il nuovo secolo ed un anno dopo inizia l’espansionismo americano ad est di Istambul.
Iraq, minacce all’Iran, Agranistan, Pakistan e guara al terrore ci fanno diventare tutti americani per almeno un decennio, fintanto che non torna alla Duma lo “Zar Putin” il quale non fa altro che riprendersi quello che era suo.
Scusate la brutallità el linguaggio e del concetto ma dal ‘43 ad oggi nello scacchiere geomilitare è cambiato pochissimo.
Pertanto aiuta Cuba in un processo di liberalizzazione controllata evitand che gli USa ci mettano il naso; protegge la rivoluzione democrativa venezuelana dagli attacchi statunitensi quotidiani lasciando sopravvivere il governo di Maduro ed infine protegge fino all’ultimo momento utile il suo fantoccio Yanukovic piazzato a Kieve solo qualche anno fa.
Nulla di strano dunque, una superpotenza si sta riprendendo il così detto spazio vitale sottrattole per decenni da finte democrazie indipendenti.
Molti ironizzando sostengono che se questa oprazione l’avesse fatta Obama si sarebbe chiamata “Guerra Umanitaria”, l’Itali a e l’Europa l’avrebbero appoggiata in toto ed avremmo avuto altre morti italiche senza senso.
Non sembra poi un’analisi molto lontana dal vero, infatti la pochezza politica dell’Europa, che oggi fa appelli alla pace (senza alcuna infulenza per ottenere quello che dice) e spera di risollevarsi economicamente proprio confidando in una nuova politica socialdemocratica, è sotto gli occhi di tutti.
Non basterà una sorta di “embargo finanziario” contro la Russia per essere ascoltati al tavolo di chi (Russia ed USA) hanno fatto della forza militare l’unico vero argomento che da sempre ha tenuto in piedi anche un tratto politico ideologico che oggi a volte si rimpiange.
Tutto sta, come si diceva un tempo, in “quante divisioni di hanno a disposizione” le parti; a questo punto io personalmente credo che ne disponga più il Papa che la UE perciò spero tanto che Francesco sia invitato al tavolo di Pace tra le forze in campo.
Sarebbe una novità assoluta per tutti, chissà cosa ne verrebbe fuori.
La parte più triste di questa vicenda ovviamente è quella che abbiamo tutti sotto gli occhi; sessuno di noi sconfitti della seconda guerra mondiale può dirsi davvero libero nel suo paese; siamo pedine in uno schacchiere che altri Stati muovono senza ritenglio e con una lentezza che ci fa dimenticare chi ha ragione e chi ha torto.
Ad maiora.
Nessun commento:
Posta un commento