mercoledì 20 novembre 2013

La Moncada dei NoTAV


Un pomeriggio di passione a Roma, nel centro storico, nelle sedi del fu P.C.I. ora PD; una manifestazione del movimento NoTAV con aggregazioni di altri disperati sociali ha devastato una delle storiche sedi del più grande Partito politico della sinistra italiana.
Il candidato segretario della mozione più a sinistra di quelle in corsa per la segreteria, Gianni Cuperlo, ha commentato laconicamente: "Si possono criticare democraticamente le scelte del Pd ma non si può tollerare quello che è avvenuto poichè l’assalto alle sedi di partito è un comportamento di tipo fascista”.
Tutto condannabile, è vero, tutto riconducibile alla dinamica legalitaria della polizia contro i manifestanti, tutto un luogo comune che suscita ancor più commozione generalizzata se si ascolta la segretaria del circolo locale parlare della difesa della sede quasi con le lacrime agli occhi.
Io le credo, perchè non lo si dovrebbe fare? del resto, quasi sempre, quando i banchi della ragione sembrano essere tutti occupati, provo a sedermi dalla parte del torto.
Qualcuno si è posto la domanda su chi fossero in realtà gli aggressori? se invece lo Stato non fosse il primo artefice di un’aggressione territoriale che ha assunto contorni territoriali definiti con l’andar del tempo, se quella massa di disperati (tra disoccupati ed ultimi) non fosse stata aggredita preventivamente da un Paese che negli ultimi anni ha distrutto ogni punto di contatto sociale, ogni paracadute ogni sicurezza, a partire dal lavoro.
La violenza è un gesto che ricorda il fascismo è vero, ha ragione Cuperlo, ma la “dittatura democratica” (estremismo di centro come diceva Gaber) ha prodotto ferite profonde che fanno emergere i dolori lancinanti delle viscere dell’italia
Ultimi straziati da una violenza legislativa sempre più ingravescente che non ha visto tutela alcuna neppure tra chi avrebbe dovuto opporsi e resistere, guidando civilmente la giusta protesta di quella gente.
Invece no, si è stati da anni seduti sugli scranni delle ragioni; ragioni che poi sono state sempre più le proprie e non quelle della moltitudine che si andava a rappresentare.
Anch’io sostengo tutta la validità, la forza e l’unità della “profezia della sinistra” senza la quale il PD non esisterebbe, ma lo faccio conscio che senza la radicalità di alcune posizioni tutelari di molta gente sofferente non si potrà che avvitarsi in un gorgo concettuale assolutamente vuoto che presto correrà il rischio di esser spazzato via.
Anche per questo grido W IL PD, W LA SINISTRA!

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