A qualche giorno dall'ultimo Consiglio Comunale non posso sottrarmi
dal fare qualche riflessione su di un tema politicamente molto
delicato che, certamente, è stato sottovalutato, nella portata e
nelle dimensioni, dal nanismo della locale politica.
Il tema è quello del consumo di droga, sempre crescente non solo
“tra i giovani”;del suo continuo spaccio, delle forme di
prevenzione, controllo e repressione messe in atto in Città per
contrastarne il fenomeno.
Va dato atto alla Consigliera Damato, firmataria dell'interrogazione
avente ad oggetto questo tema, di aver posto all'Assise il problema;
a mio avviso riducendo la portata della cosa essendosi concentrata
troppo in una logia semilegalitaria affidando la sua proposta al mero
potenziamento di uomini e mezzi al fine di omperare un miglior
controllo del territorio.
È stato facilissimo a quel punto per un imbelle Assessore alla
Polizia Municipale rispondere da par suo.
Purtroppo la risposta si riferiva nei fatti a tutt'altro argomento,
si sono citati infatti i maggiori controlli effettuati recentemente
dagli agenti della PM (patenti sequestrate, alcool test, multe) non
toccando minimamente il vero problema sollevato dalla Damato.
Sic transit gloria mundi.
Evidentemente qualche azione di piccola repressione unita a qualche
sgombero coatto (estremamente tardivo attesa la sua qualità di
Assessore e Consigliere Comunale ricoperta oramai da anni) fa
eccitare chi nell'animo resta lontanissimo dalle minime politiche ci
centrosinistra ma disgraziatamente ne occupa banchi e ruoli che
certamente con un coraggio diverso gli sarebbero stati preclusi.
Vi è stato poi l'intervento sul punto del Consigliere Cannito, il
quale qualificatosi “esperto” (in quanto medico) ha citato i nomi
dei vari cocktails provocanti lo “sballo” (di cui moltissimi
Assessori e Consiglieri fanno o hanno fatto nella loro vita
certamente uso) arrivando finanche a sostenere che non possono
esistere droghe c.d. “leggere” in quanto a far male è il loro
dosaggio e non la loro qualità.
È stato poi il turno della Consigliera Campese la quale, in coerenza
con il dettato della sinistra del PRC di almeno 20 anni fa, ha
sciorinato la solita predica dell'assenza di spazi pubblici che, se
fossero presenti, eviterebbero di generare nei giovani l'esigenza
dello “sballo” e della ricerca della droga.
Un teatrino locale mal gestito insomma.
Una messa in scena politica che non ha affrontato il problema
gravissimo che vive la Città, a pochi giorni di distanza dai
continui arresti per detenzione e spaccio di stupefacenti, a qualche
giorno dalla morte di un ragazzo in una nota discoteca romagnola per
aver assunto un derivato dell'ecstasy, a troppi anni di distanza da
una seria analisi della legge Fini-Giovanardi i cui risultati sono
certamente lacunosi.
Una risposta alla Damato la danno sicuramente Amministrazioni più
dotte di quella del mezzogiorno levantino.
La regione Toscana ed i Comuni di Bologna e Torino hanno infatti
finanziato un progetto portato avanti da alcune associazioni (su
tutte Extreme, LAB57 ed Infoshock) teso ad informare i cittadini
sull'uso consapevole di queste sostanze, con l'effetto di ridurre
drasticamente non il conusmo (che è inevitabile) ma le morti (quelle
evitabilissime).
Si effettuano chillout, si praticano pill test su droghe sintetiche
(il tipo oggi maggiormente utilizzato), prove con medici che
somministrano dosaggi controllatissimi per far comprendere ai
cittadini (utilizzatori in pieno anonimato) gli effetti di quelle
sostanze, imparando così a controllarle e controllarsi meglio
nell'uso futuro delle stesse.
Un approccio progressista vero, non repressivo né negazionista di un
fenomeno che investe certamente i giovani ma pure tantissimo i meno
giovani ed i meglio inseriti nella c.d. “società bene”.
Certe politiche andrebbero prima studiate, comprese ed applicate in
territori sensibili come il nostro allo “sballo” del sabato sera
così come quello prodotto a causa del nichilismo da assenza di
lavoro che in città sembra la vera causa della crescita del consumo
di stupefacenti.
Questi sono soltanto alcuni esempi di ciò che si potrebbe fare,
anche a livello regionale, sconfiggendo però prima il pregiudizio
(anche scientifico) che è in noi sul tema delle droghe, poi quella
insopportabile anima destrorsa che avvinghia l'Amministrazione di
centrosinistra in città.
Anche questa sarebbe una azione di disintossicazione collettiva che
farebbe certamente bene alla Città.

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