
Non è proprio facilissimo leggere la situazione di questi giorni nel Paese.
Manifestazioni che ciclicamente (almeno ogni biennio) bloccano la nazione sia dal punto di vista economico che più in generale da quello sociale sembrano avere l’inedito carattere della composizione borghese della loro base.
Non è la prima volta che la borghesia (malcelata da una finta imprenditoria piccolissima) manifesta, anche violentemente, nella storia dell’uomo; in Francia alla fine del ‘700 molte elite si accorsero di cosa significava affamare questa classe sociale.
Ai giorni nostri però c’è molto poco da temere secondo me, nessuna testa potrà rotolare dal patibolo in terra, nessuno scalpo sarà trafitto dalla forca come tanti manifestanti si ripromettono di fare, tanto meno quello della Politica.
Questo per una ragione semplicissima, manca ai manifestanti il fine della prostesta, la fame non basta, serve un punto d’arrivo che, in mancaza di una leadership ideologico-culturale, non arriverà mai.
Senza questo elemento fondamentale i cambiamenti propugnati dalla protesta non potranno arrivare se non nelle tasche o nella pancia di qualche sedicente capopopolo.
A ben guardare le rivedicazioni hanno come fine principale un interesse piccolo piccolo, la maggior parte dei “forconisti” spera di condizionare il Governo proponendo una legge sul blocco delle procedure esecutive immobiliari fino ad arrivare a bloccare anche le procedure fallimentari.
È del tutto evidente quindi che non interessa a nessuno far svoltare la protesta in qualcosa di davvero rivoluzionario, che cambi lo status quo e che abbatta un sistema oppressivo di una determinata classe sociale.
Semmai importa a molti piccolo “imprenditori”, che da sempre in questo benedetto paese hanno avuto la possibilità di pagare meno tasse di tutti i lavoratori dipendenti, che la loro bottega non soggicacia al principio cardine del nostro diritto privato: quello di reinmettere sul mercato i “resti” dell’impresa “morta o morente” al fine di rigenerare il mercato stesso dalle ceneri che ha provocato.
Per adesso la mia analisi è questa, vedremo se la cosa avra qualche elemento di interesse nel prossimo futuro o se si potrà restare in linea con l’antico adagio “…è il mercato, bellezza…”
Ad maiora.
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