lunedì 9 dicembre 2013

Sarà bello e democratico?

 

Ho votato per Gianni Cuperlo ma non è bastato.
Io l’ho fatto perchè sono convinto che serva un Partito, un luogo intermedio che sappia dirigere ed interpretare la protesta ed il disagio e trasformarlo in proposta, un posto dove si formano giovani dirigenti imparando come si fa amministrazione e proposta politica, un luogo culturale insomma, un posto da vivere.
Non è così scontato che le altre due mozioni congressuali avessero in sè gli stessi obiettivi di base, la costruzione del Partito, le modalità della sua azione ecc. non sono stati argomenti spesso toccati da Renzi e da Civati.
È apparso come se la contesa fosse il cambiamento dell’Italia dimenticandosi che si stava eleggendo (con regole stranissime, in nessuna associazione al mondo il proprio rappresentante è eletto da non iscritti) un segretario di partito e non un leader di colalizione.
Forse, anche per questo il messaggio rotondo ed onesto di Gianni Cuperlo non ha fatto breccia, perchè ha parlato troppo al “popolo” interno alla politica e poco fuori le mura delle sezioni.
Non riuscendo ad intercettare l’onda lunga dell’insoddisfazione della situazione politica nazionale, Cuperlo ha perduto perchè impantanato in una contesa esclusivamente mediatica che a volte ha invertito e stravolto il mondo reale e per questo, soprattutto per questo, mi è dispiaciuto molto vederlo relegato ad un 18% che non fotografa certo la reale portata ideologica della sua proposta.
La contesa è stata mediatica duqnue, dai tempi di SEL, purtroppo, questa idea della politica non abbandona i vertici dei partiti politici.
Il lavoro delle agenzia di marketing, che ora più che mai lavorano per vendere idee politica, trova sempre più spazio sia nei giovani (in troppi credono che la politica sia faccia sui social network) che nei meno giovani incantati da una promessa di consenso fondata sul nulla.
Nessun progetto politico di sinistra può essere realmente inteso da chi non conosce un mondo; da chi non sa co’è una fabbrica, da chi non conosce la vita di un precario, da chi crede che la sezione territoriale del partito si riduca ad un votificio dal cui esito esca una classe dirigente degna.
Tutto questo in SEL si è chiamato Proforma.
Spero dunque che Renzi comprenda il senso di questo disagio, che è fortissimo, pertanto lavori per relegare a mero supporto grafico elettorale l’apporto di tali agenzie.
Diversamente molti, giovani e meno giovani, iscritti al PD lasceranno il Partito silenziosamente, senza bisogno di scissioni ma semplicemente non risconoscendonsi in un corpo intermendio che ha nel solo elemento mediatico la sua forza attrattiva e che cambia base sociale di riferimento come cambia il vento.
La speranza mia è duqnue che questo PD con il nuovo segretario, cui comunque auguro di fare un buon lavoro, sappia vinciere la sfida della bellezza e della democrazia interna all’unico grande partito rimasto in Italia.

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