
Riporto il comunicato inviato agli organi di stampa al fine di notiziare la città sullo stato dell’arte dell’ASP di Barletta, sperando che la politica di sinistra abbia ancora uno slancio in questa città e rispetti il ruolo degli anziani e degli ultimi.
"Preoccupazione alla Casa di riposo.
Da tempo in crisi economica e strutturale, il locale istituto per anziani rischia la chiusura. L’allarme lo lancia il presidente dell’ente, Vito Damato, unitamente ai componenti del consiglio di amministrazione Pasquale Guerrieri (vicepresidente), Gaetano Damato, Michelangelo Acclavio e Raffaele Lanotte.
La casa di riposo Regina Margherita – spiega il presidente Damato - ha avviato nel 2009 la trasformazione da Ipab ad Azienda nel rispetto della normativa regionale. Il 16 luglio 2012 c’è stato l’insediamento dell’attuale Consiglio di amministrazione e, il 29 agosto dello stesso anno, la nomina del Direttore generale. Sin dall’insediamento l’attuale consiglio ha dovuto sanare alcune situazioni sul piano strutturale e finanziario, approvando gli atti obbligatori, tra i quali i consuntivi degli esercizi 2009, 2010 e 2011, non approvati in precedenza, per la mancata nomina del nuovo organo da parte del Consiglio comunale di Barletta.
Dopo l’approvazione di tali atti – dichiara Damato - l’Asp ha avviato una gestione improntata a criteri di efficacia, efficienza ed economicità nel rispetto del pareggio di bilancio, come previsto dalla normativa.
Ad oggi, la Casa di Riposo che opera dal lontano 1885 ospita in media 30 ospiti, a cui fornisce assistenza 24 ore su 24, e gestisce un Centro Ricreativo per Anziani che conta circa 130 utenti.
Purtroppo – lamenta il presidente dell’Asp - la situazione dell’Ente presenta un deficit di liquidità delle passate gestioni di circa 150mila euro che si va a sommare a pendenze debitorie precedenti.
A fronte di questa situazione si è proceduto, da un lato a diminuire i costi di gestione, dall’altro lato ad un aumento della retta di ospitalità del 7% rispetto alle rette stabilite nel gennaio 2009.
Ma a quanto pare l’aumento delle rette non sembra sia servito a risolvere, seppure in parte, lo stato di crisi finanziaria dell’ente.
Peraltro si sono verificate proteste da parte degli ospiti (sfociate in forme riottose che stanno causando situazioni di morosità) perchè è stata richiesta dal Comune sin dal 2013 una maggiore compartecipazione a loro carico.
Nonostante da circa un biennio si sia fatta chiarezza sui conti dell’Ente e si sia provveduto ad un processo di risanamento – ribadisce il presidente Damato - appare evidente come oggi sia a rischio l’assistenza a favore dei soggetti più deboli della nostra comunità in quanto la gestione ordinaria è divenuta insostenibile per le motivazioni anzidette.
E a proposito: Appare paradossale che a fronte di una crescita esponenziale delle forme di disagio conclamato, questa struttura di proprietà comunale, adibita a funzioni collettive e sede ultracentenaria di attività socio-assistenziali, appaia oggi agonizzante ed ignorata dalle decisioni della politica.
Al cospetto di questa situazione e allo scopo di scongiurarne la chiusura, Damato ritiene necessario prevedere forme di sostegno finanziario che possano derivare dalla copertura dei costi sociali da parte del Comune, di cui l’Asp è Ente strumentale.
E che sono: a “breve termine” il raggiungimento del punto di pareggio, attraverso l’immediata riconversione ed autorizzazione provvisoria di un’ala della parte storica dell’immobile, quale soluzione per le emergenze abitative per accogliere persone in difficoltà socioeconomiche (nuclei multiproblematici, destinatari di sfratti esecutivi, ecc.), con l’impegno contrattuale del Comune di Barletta al riconoscimento degli adulti già ospitati nella struttura e non riconosciuti, oltre la copertura di ulteriori posti fino ad un numero di 10 posti letto convenzionati, in alternativa al loro collocamento, come avviene tuttora, presso altre strutture di accoglienza.
E ancora, a “medio termine” per superare la sottopatrimonializzazione dell’Azienda è necessario intraprendere azioni che, attraverso la fusione con altre strutture pubbliche del territorio provinciale, portino al rafforzamento patrimoniale dell’Azienda, sul modello di altre Asp operative nella Regione Puglia.
Queste proposte – conclude Damato - sono state presentate e avanzate nei vari incontri con rappresentanti e dirigenti dell’Amministrazione comunale, senza trovare alcun riscontro positivo.
Abbiamo chiesto più volte un incontro col sindaco, ma la richiesta è rimasta inascoltata.
Nel caso in cui non dovessero essere adottate immediatamente queste soluzioni, l’Ente non è nelle condizioni di svolgere le attività previste dal proprio Statuto, a partire dalla seconda metà di quest’anno.”
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