C’erano proprio tutti l’altra sera in parrocchia; c’era la politica e la gente, cera chi tra la politica aveva contribuito a massacrare urbanisticamente la 167 di Barletta, chi in 167 ci prendeva solo i voti, c’èera chi voleva finire di devastare quel pezzo di città e rimaneva silente ritenendo magari una perdita di tempo inutile quell’incontro.
A parte chi in periferia ci viene una volta l’anno per farle la “sua festa”, c’erano proprio tutti, anche qualche cittadini (grillino?) che ingenuamente provavaa costruire, a tratti supinamente, una qualche forma di proposta conciliativa avendo difronte gli attori una politica da sempre sorda ad ogni richiesta.
Il tema era quello dell‘“informativa pubblica” al quartiere che di qu a qualche mese vedrà realizzato un Centro di raccolta Rifiuti Comunale in una della ormai rarissime aree verdi rimaste in zona.
Al di là del merito della questione, su cui peraltro i cittadini presenti hanno dimostrato a chi spesso taccia le masse di stupidità, competenza, adeguata informazione e preparazione culturale, è stato realizzato quello che tutti i politici, i giornalisti ed i sociologi continuano a dire da almeno 15 anni: la siderale distanza tra i cittadini ed i partiti ma anche tra i cittadini e la politica stessa.
Tale distanza era tanto profonda, sebben a volte poco eidente ai più che certamente non basterà un incontro nè tanti altri a colmarla specie se l’atenzione è rivolta ad una zona della città che soffre da decenni delle peggiori condizioni sociali possibili.
Carenza di servizi primari ed essenziali, di legalità, di sicurezza, di infrastrutture, di comunicazione e della presenza istituzionale: questo è la 167 di Barletta.
Nonostante ciò la civiltà mostrata dai cittadini durante il dibattito è stata esemplare, una maggioranza calma e buona che si sforzava di parlare del merito della questione, come bravi scolari innanzi al ceto politico il quale, muto, daceva quasi da maestrino.
Io ho provato a dirlo in quella sede, provo a ridirlo con calma qui e senza essere interrotto, non è possibile richiedere ai cittadini ulteriori sacrifici (sociali) se non si ha tra loro un largo consenso originato da una forte credibilità politica; essi non saranno disponibili a concedere alcun credito a chi nei fatti li ha raggirati per anni.
Tale presa di coscienza spero sia arrivata alla mente del ceto politico presente l’altra sera nella speranza dell’avvento di un sussulto di coraggio amministrativo e Politico che non sfoci nelle solite forzature fatte nel nome della legalità o in quello stenco rituale lessicale che prevede la solita scusa: “io non c’entro, il progetto è stato approvato quando non c’ero”.
In politica si è responsabili comunque tutti.
Con questa speranza il Comitato cittadino Salviamo le Periferie, alcuni tecnici ed il parroco hanno composto una delegazione per individuare una strada migliorativa e condivisa su questo argomento del Centro di raccolta Rifiuti.
Provvederò ad aggiornarvi sulla questione appena avrò altre notizie in merito.
Stay tuned…
Nessun commento:
Posta un commento